giovedì 26 marzo 2015

Non esiste notte tanto lunga ...

Non esiste notte tanto lunga che impedisca al sole di risorgere

Ci sono frasi che ci vengono "regalate" in momenti particolari della vita.
E che non ci abbandonano più.

Frasi che abbiamo talmente assimilato, vissuto, incorporato
che poi si sente la necessità di "regalarle"
a chi, in questo momento, ne ha bisogno.

=°=

Ho scattato questa foto a Parigi, esattamente due anni fa.
Sembra di un'altra vita.

Faceva un gran freddo, era il tramonto.
E il sole si era nascosto in un lampione.
Come ad accenderlo.

Ritengo sia una delle mie fotografie più belle.
Sicuramente una di quelle che amo di più.

Decantazióne

Decantazióne

decantazióne s. f. [der. di decantare2]. – Operazione con la quale da un liquido vengono separate particelle insolubili in sospensione; si effettua mediante sedimentazione, se il liquido è in quiete, o rallentando il flusso delle acque in appositi bacini (bacini di d.), se il liquido è in movimento; con valore intr., il processo stesso di separazione delle particelle in sospensione. In partic., ddei vini, in enologia, operazione (o serie di operazioni) che ha lo scopo di liberare progressivamente il vino dalle sostanze organiche e in genere dalle particelle solide in sospensione sia attraverso periodici travasi sia con altri interventi; in gastronomia, ddel vino (spesso indicata con il corrispondente termine francesedécantation o décantage), operazione cui si ricorre quando una bottiglia di vino invecchiato deve essere messa in tavola poco dopo essere stata stappata: il vino viene versato lentamente in una caraffa di vetro o di cristallo trasparente, così da lasciare nella bottiglia originale l’eventuale sedimento e accelerare la chiarificazione nel nuovo recipiente che, avendo una bocca più larga, consente anche una più rapida ossigenazione del vino (che nella bottiglia a collo stretto avrebbe richiesto alcune ore). Fig., ddi un sentimentodi una passione e sim., il suo liberarsi da eccessi, scorie, ecc.
(grazie a treccani.it)
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Lasciare decantare, aspettare il tempo giusto in cui  finalmente si riesce a guardare oltre il torbido.
Ma occorre tempo, tanto, perché le particelle grosse vanno subito sul fondo, ma quelle sottili ci mettono tanto, tanto di più. E sono quelle che vediamo meno, quelle che danno i "vizi di rifrazione", in cui ti sembra di vedere una linea retta ed è obliqua, o viceversa.
E basta un niente: muoversi quando ancora il fondo non le ha catturate vuol dire muoversi nella convinzione di vedere qualcosa che non è reale. 
E farsi male.
Io mi fermo, per un po'.
Un bel po'
Poi vedremo.

lunedì 23 marzo 2015

Spring time

Spring time

Tempo di primavera.
Arriveranno anche i fiori ... 

Scollinare


Scollinare


scollinare v. intr. [der. di collina, col pref. s- (nel sign. 3)] (aus. avere e essere). – Passare da un versante all’altro di una collina, e più genericam. di un’altura. Nel linguaggio venatorio, con riferimento a uccelli, superare volando un’altura, togliendosi alla vista dei cacciatori.

(Grazie a Treccani.it)
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Per me "scollinare" ha sempre avuto un altro significato importante.
La montagna, che da sempre è stata una grande maestra di vita, è spesso stata per me una sfida. Il mio fisico, non eccezionale, non mi ha mai permesso grandi imprese.

Spesso mi sono trovata ad arrivare in cima e cominciare la discesa per rientrare a casa o raggiungere un'altra meta.
E pensare, intimamente convinta, che mai sarei riuscita in quelle condizioni e in quel momento, a tornare indietro per quella strada, a risalire la cima. E provare in quell'attimo una sensazione di immensa libertà.

Ecco questa sensazione di "scollinare" è la stessa che provo quando rinuncio a qualcosa, a qualcuno, non dopo aver tanto provato, aver concesso mille e mille possibilità. 
Superare in volo un'altura, togliendomi dalla vista dei cacciatori. 
Felice.

Passo il versante, e non ce n'è più.
Si va avanti.
Oltre.
Senza rimpianti.

E presto. Anche domani ...

“Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani.”
— Le notti bianche, Fedor Dostoevskij

sabato 21 marzo 2015

A Hundred Million Stars in 3 Minutes


In January 2015, NASA released the largest image ever of the Andromeda galaxy, taken by the Hubble telescope. Totaling 1.5 billion pixels and requiring 4.3 gigabytes of disk space, this photo provides a detailed glimpse at the sheer scale of our nearest galactic neighbor. By zooming into the incredible shot, filmmaker Dave Achtemichuk creates an unforgettable interactive experience.


Guardare il cielo di notte, dalle nostre latitudini, è diventato impossibile.
La troppa luce che ci circonda ce lo nasconde, e solo sforzandoci un po', o salendo su qualche montagna, si riesce ad intravvedere qualche puntino bianco nel cielo.

E questa luce notturna che ci avvolge, ci acceca, ci rende insensibili alla profondità dell'Universo.

Poi si guarda un filmato su you tube, come questo, e di colpo ci si sente piccini, microbi dell'immensità ... 

giovedì 19 marzo 2015

Gioie grandi

Lil eyes

Ci sono gioie così grandi che non possono aspettare.

Grazie per aver voluto condividere in anteprima la vostra bella notizia
Grazie per avermi donato un poco della vostra gioia.

Siete stupendi
Non perdetevi mai ... 

Chissà se avrà gli occhi della mamma ...
Di sicuro, avrà gli occhi dell'Amore.

martedì 17 marzo 2015

Onde


Adoro il suono delle onde e del vento.
I pensieri si arrotolano nel mare che li trascina, e se li porta via.

Le onde danzano con il vento
ed è musica
per chi le sa ascoltare. 

lunedì 16 marzo 2015

Orme

Orme
Sai cos'è bello, qui?
Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente.
Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. 
È come se non fosse mai passato nessuno.
È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui.
Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. 

È tempo. Tempo che passa. E basta...

domenica 15 marzo 2015

E, d'improvviso ...


Avevo un viaggio da fare:
era dentro di me.

E' cominciato nel buio
senza stelle né luce ad illuminare i passi.

Ma avevo voci intorno
e i miei occhi non sono mai stati chiusi
solo non vedevano più.

Poi ho sentito profumi in lontananza
e voci che mi hanno guidato.

E, d'improvviso il sole.
Non un singolo raggio,
Non l'occhiatina dietro la nuvola.
Ma il SOLE.
Luce, calore, energia, vita.

Da non riuscire a stare svegli di giorno.
Da non riuscire dormire la notte.

E' l'anno della "Stecca" - Classe 1965 di Como



Si va per i 50.
Faticosi, conquistati, metro per metro, giorno per giorno.

E quindi vanno festeggiati come si deve.

A Como esiste una tradizione, quella della "Stecca".
Ogni anno, più o meno a giugno, la classe della Stecca riceve il passaggio di consegne da quella dell'anno precedente. Simbolicamente avviene con il passaggio di un bastone di legno, "strumento" per essere precisi, che veniva utilizzato nelle caserme, era fornito di appositi buchi e permetteva di lucidare i bottoni senza sporcare la divisa. Alla fine del servizio militare la Stecca veniva firmata dai compagni e conservata come ricordo.

Felice Baratelli pensò a questo strumento per fare nascere l'usanza di radunare i coscritti di una classe al compimento dei 50 anni, come simbolo da tramandare.

Ora, fino a qualche anno fa sarei stata allergica a questo tipo di manifestazioni, organizzazioni, riti, non so bene come definirli.
Ma poi si cambia.

E quest'anno, perché no, sarò presente alla Battellata, alla posa della Corona di Alloro, al lancio della corona nel lago, al pranzo a Menaggio e tutte cose di cui, per ora, ho solo sentito parlare e di cui so davvero poco (già ho scoperto cosa sia la Stecca, e per ora mi basta).
Non intendo perdermi nulla :)

C'è anche un gruppo su Facebook, dove i volenterosi si scrivono per organizzare, tenersi in contatto.
Se vuoi iscriverti, ci sono anch'io.