venerdì 18 agosto 2017

Femés, Lanzarote

Un luogo che mi attira come il ferro e la calamita.
Sono da poche ore sull'isoletta e sono già stata a Femés.

Tre case, una piazza, un ottima taverna "Casa Emiliano", una chiesa, un bellissimo mirador su Playa Blanca e Fuerteventura.

E vento, un vento che fischia, che sposta, che parla, sussurra all'anima.

Di Femès è "Mararia", di cui ho parlato qualche tempo fa, e di cui canticchio nella testa le note di Pedro Guerra ogni volta che mi trovo a passare di lì.

Non c'è nulla, eppure potrei starci delle ore, e non annoiarmi mai.

Femés è a sud di Lanzarote, quindi si vede il calar del Sole, i tramonti.
Non i soliti "atardecer" da cartolina, qualcosa di diverso. Qualcosa che amo, moltissimo.

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Lanzarote, landing

Dall'Italia a Lanzarote ci sono circa quattro ore di aereo.

Le passo guardando un film, leggendo mezzo libro e pensando a cosa farò nel tempo che passerò nell'isoletta.

Ci sono viaggi organizzati che fanno "girare" due isole in due settimane.
Mettendo insieme tutti i vari periodi, mi accorgo di aver trascorso quasi due mesi a Lanzarote e di non aver ancora visto nulla.
Senza titolo

Ogni volta che passo dall'isoletta scopro di avere occhi nuovi, e so che anche questa volta non mi deluderà.

Il benvenuto, tra le nuvole, lo da l'isoletta di  Alegranza, poi La Graciosa e poi Lanzarote.

Senza titolo

Mentre l'aereo compie virate incredibili, piano piano si vede il profilo, per me ormai inconfondibile, di Lanzarote: Orzola,  Haria, Costa Teguise, Arrecife, la striscia bianca delle case di Playa Honda.

Senza titolo

Poi si sente scendere il carrello dell'aereo, le vibrazioni aumentano, le orecchie si tappano, l'aereo
si allinea all'oceano.

Senza titolo

E siamo giù. ed è, di nuovo, Lanzarote.
Casa Elena.

friend

mercoledì 16 agosto 2017

Lanzarote, prologo

Ci sono viaggi che iniziano e non finiscono mai.

Il mio "viaggio che non finisce mai" è Lanzarote, un'isola che mi ha adottato, mi ha curato, mi ha tenuto tra le sue braccia quando avevo bisogno di sentire che la natura mie era ancora "madre".

Tra poco si parte, e la nostalgia, parrebbe impossibile, sembra aumentare invece che assopirsi.

Mi sono fatta una promessa e data un impegno: provare a raccontare questo luogo a cui devo tanto e di cui continuo ad annusare l'anima, ogni volta che l'isoletta mi ospita.

Sarà il mio piccolo grazie a questo angolo di mondo.


giovedì 10 agosto 2017

Le otto montagne, di Paolo Cognetti


"Forse è vero, come sosteneva mia madre, che ciascuno di noi ha una quota prediletta in montagna, un paesaggio che gli somiglia e dove si sente bene."

Ci sono libri che "ti entrano dentro".
Le otto montagne, di Paolo Cognetti, è uno di questi
Grazie Laura per avermelo fatto scoprire

mercoledì 12 luglio 2017

Beautiful Lake Como

Senza titolo

Convegno al Senato della Repubblica con Soroptimist Italia

Ho partecipato con una brevissima relazione, a un convegno nazionale organizzato dal Soroptimist Italia con la Commissione Diritti Umani del Senato.

Inutile dire quanto sia stata orgogliosa di raccontare l'idea di una mappa del Progetto Nazionale "Una stanza tutta per sè",

Qua le foto

Convegno Nazionale Soroptimist Italia presso Senato della Repubblica

39 + 1

Il giorno che ho capito che non sarei mai stata mamma.

Mancavano due settimane ai miei quaranta.

Ero decisamente una bella donna, un buon lavoro, tanti interessi, amiche che mi volevano e mi vogliono bene come sorelle e delle quali non potrei mai fare a meno, ma soprattutto una bella famiglia composta da Daniele mio marito,  e da me.

Ho cominciato a pensare alla festa, da organizzare "alla grande" perché i quaranta sono un traguardo importante, perché ero sana, la vita sorrideva tra mille e mille difficoltà.

Eppure mi sono trovata a piangere, a dirotto, come non mi era capitato nemmeno per la perdita di persone care.
Piangere a sfinimento, fin che gli occhi hanno finito le lacrime e il cuore si è sentito vuotato.

Gli anni passavano e, per mille motivi, un bimbo o una bimba non erano mai arrivati.
Erano rimasti in cielo.

E quaranta era una data un po' limite, se non fisiologico, nella mia testa. Non perché io pensi che i figli si fanno da giovani, ma per il motivo che se non erano arrivati prima, difficilmente sarebbero arrivati poi.

Il giorno del mio compleanno, sulla torta, non c'era scritto 40 ma 39 + 1.
Non ho mai capito il perché di quella mia scelta, che al momento mi era sembrata solo una trovata per scherzarci su.

Oggi penso che quel "+1" uno volesse dire molto più di un anno in più: che rappresentasse quell'unità che mi mancava per essere la persona che avrei tanto voluto essere.

Sono passati dodici anni da quel momento, e solo ora riesco, a malapena a scriverne.
Ma parlarne, credo, non potrei ancora. Forse non ci riuscirò mai.

sabato 20 maggio 2017

Wilma

Wilma

Ritratto con iphone, no filtri

La mia identità fotografica

Guardo le mie foto e non trovo nessi logici.
E' come se rifiutassi di trovare una mia identità, per aver motivo di  continuare ad esplorare.
Forse.

Studio libri, foto, fotografi,  osservo i siti e i portfolio di altri Fotografi, quelli con la F maiuscola, e vedo un percorso, una identità.
Che non trovo nelle mie.

Però riconosco una mia foto su migliaia, anche a distanza di anni.

E questo, per ora,  mi basta.

martedì 25 aprile 2017

Regalami un sorriso

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Foto a scatto libero dal Workshop di Francesco Francia
Model: Aurora Brandi 
Organizzazione: FotoClub dei Laghi 

Attenta a dove metti i piedi ...

"Attenta a dove metti i piedi ..."
Me lo dicevano sempre, da piccola. E spesso me lo dicono ancora, che piccola non sono più.

"Attenta a non mettere i piedi nei brutti ricordi", mi sono detta stamattina, mentre tentavo di poltrire a letto in uno dei rarissimi giorni in cui ultimamente non lavoro.
La mia vita è diventata impegnativa, un po' troppo.
Ma fermarsi, quando si è stanchi, è pericoloso: ci si ferma nei posti sbagliati perché l'energia è finita, c'è nebbia, e magari lì a fianco c'è una buca, o un precipizio.
L'alternativa è trovare un posto sicuro e fermarsi, e riposare.

Ma all'orizzonte vedo solo una distesa di nebbia, di vento e di notte.