giovedì 24 dicembre 2015

lunedì 21 dicembre 2015

Inverno




L'inverno è una stagione della malattia. La prima.
E' il freddo nel cuore quando la diagnosi trafigge ogni singolo nervo per ore, e ore, e ore.
E il sangue trema, come se infiniti aghetti di ghiaccio colpissero ogni ansa, ogni parete di vene, arterie per configgersi alla fine dei capillari, muovendosi come una lama, lentamente, infinitamente.
L'inverno è il dolore, il buio e il silenzio assordante nella testa.

Ma è anche il fuoco, che d'improvviso scoppia dentro, dal centro, dal buio.
Una luce violenta, un caldo che brucia.
Un lampo nella notte nera, che scioglie la paura di morire.
E in lontananza si intravvede Primavera.


giovedì 26 novembre 2015

Foglie secche d'autunno


Yellow leaf  in the blue hour



TI RICORDO COME ERI
(Venti poesie d'amore...,VI)

Ti ricordo come eri nell'ultimo autunno.
Eri il berretto grigio e il cuore in calma.
Nei tuoi occhi lottavano le fiamme del crepuscolo.
E le foglie cadevano nell'acqua della tua anima.
Stretta alle mie braccia come un rampicante,
le foglie raccoglievano la tua voce lenta e in calma.
Fuoco di stupore in cui la mia sete ardeva.
Dolce giaciglio azzurro attorto alla mia anima.
Sento viaggiare i tuoi occhi ed è distante l'autunno:
berretto grigio, voce d'uccello e cuore di casa
verso cui emigravano i miei profondi aneliti
e cadevano i miei baci allegri come brage.
Cielo da un naviglio. Campo dalle colline:
il tuo ricordo è di luce, di fumo, di stagno in calma!
Oltre i tuoi occhi ardevano i crepuscoli.
Foglie secche d'autunno giravano nella tua anima.

Pablo Neruda

domenica 22 novembre 2015

Lovers in Como

Lovers in Como


I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore.

Jacques Prevert

sabato 21 novembre 2015

Salvatore Crotta, Biblioteca di Como

Strana città la mia Como.
In un sabato pomeriggio qualunque, facendo due passi in centro, può capitare di imbattersi in un pezzo della sua storia.

In Biblioteca a Como, la mia amica Chiara Milani, organizza mostre per rendere pubblico il grande patrimonio di cultura che la mia Como possiede e che, troppo spesso, rimane chiuso da qualche parte.

Da ieri si può visitare la mostra su Salvatore Crotta, di cui non esistono immagini, se non questo gesso.

Salvatore Crotta, Biblioteca di Como


Sin da ragazzina, alle medie, ho frequentato assiduamente la Biblioteca di Como alla ricerca di un sapere che, quando ero piccola, non si trovava a portata di mano nella rete, ma doveva essere ricercato pazientemente prima nei cassetti con le schedine dei libri, poi in attesa al bancone del ritiro libri e infine sfogliando e leggendo, leggendo e sfogliando testi.

Devo tanto a Salvatore Crotta, che fu direttore ma soprattutto primo grande riorganizzatore  della Biblioteca di Como dal 1903 fino all'anno della sua morte.

Chiara Milani mi ha dato informazioni per poter apprezzare la mostra e per poter riflettere su questo personaggio e io provo a riportarle per incuriosire chi mi legge.

Era nato nel 1865, morto nel 1911 a 45 anni. Giovane. Più giovane di me. E non si sa di cosa, anche se si suppone di tisi.

Sono rimasta affascinata, totalmente affascinata, dalla quantità di materie che conosceva: testi di geografia, testi di lingua, una intera serie di quaderni con lingue dal russo, al giapponese, al sanscrito, all'arabo, e parliamo di inizio '900, testi di musica, di fisica, analisi algebrica, geometria analitica e proiettiva, cartografia e disegno cartografico.

Salvatore Crotta, Biblioteca di Como

Nella mostra sono illustrati tre filoni della vita di  Salvatore Crotta.

Crotta bibliotecario: riorganizzò completamente l'archivio della biblioteca; prima di lui chi aveva gestito la Biblioteca lo aveva fatto come una sorta di "secondo lavoro", Crotta dedicò tempo ed energie a questa attività al punto che per un certo periodo di tempo la biblioteca dovette rimanere chiusa.

Crotta geografo, linguista, culture della musica: era un grande studioso, e lo si può capire dalle sue carte personali, dalla sua corrispondenza, dai quaderni, bozze, lavori pubblicati, appunti per i corsi che teneva di geografia e cartografia.

Crotta bibliofilo: edizioni pregevoli di libri antichi di matematica, geometria e geografia, atlanti che Crotta aveva raccolto per i loro importanti contenuti scientifici sono il suo più eloquente lascito.

Ed è bello osservare, oltre ai tanti libri, anche fotografie e stampe dell'epoca che ci mostrano i nostri luoghi prima che la mano dell'uomo li cementificasse, e fanno vedere il mondo come lo vedeva lui.
(nella fotografia, qua sotto, una stampa di Cantù vista da Galliano)

Salvatore Crotta, Biblioteca di Como

Un mondo che aveva una velocità diversa dalla nostra, non aveva internet, non aveva i social, ma che in Salvatore Crotta aveva una intensità rara, di conoscenza, di intuizione, di studio.

Salvatore Crotta, Biblioteca di Como

La  storia di una vita che merita di essere conosciuta e riconosciuta.
E tanto materiale  che è stato donato alla sua morte proprio alla nostra Biblioteca, che ora, per un paio di mesi, lo mette in mostra.

Questi i riferimenti:

Salvatore Crotta 1865 - 1911
geografo, bibliotecario, linguista. Carte d'archivio, libri, cartoline, fotografie.
A cura di Chiara Milani e Giancarlo Montorfano

Biblioteca comunale di Como
20 NOVEMBRE 2015 – 16 GENNAIO 2016

Orari di apertura: da lunedì a venerdì 9.30 - 19.00; sabato 14.00-19.00; domenica chiuso.