martedì 22 agosto 2017

Parziale eclissi solare a Lanzarote

Ieri c'era l'eclissi solare, visibile parzialmente da Lanzarote.
Mi sono documentata su luogo, orari, copertura.

E questo il risultato di cui vado molto fiera: l'eclissi visto poco prima del tramonto a Los Hervideros, nella parte sud dell'isoletta.

Un tramonto indimenticabile ....


Eclipse in Lanzarote


Solar eclipse in Lanzarote

Lanzarote airport, a vedere da vicino gli aerei che atterrano

Certo non sarà l'attività più salubre del mondo, ma mettersi sotto la pancia di un aereo, che ti passa a qualche decina di metri sopra la testa, non è cosa di tutti i giorni.

E' una delle cose "obbligatorie" quando vengo a Lanzarote: un km circa di passeggiata sul paseo da Matagorda verso Arrecife e si arriva dove è posizionata la scia luminosa che guida gli aerei all'atterraggio sull'unica pista di Lanzarote.

E mettendosi proprio lì sotto, si aspetta che arrivi l'aereo di turno per vederlo e sentirlo mentre passa e ci scorre sopra.

Per un attimo si torna bambini, e poi si prosegue e si continua la passeggiata...

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sabato 19 agosto 2017

Ermita de Nuestra Señora de los Dolores, Tinajo

All'inizio della vacanza, passo di qua a "dire grazie".
E Lei mi aspetta, mi da respiro, pace.
Seduta in questa piccola Chiesa non sento caldo, sete, stanchezza.

Lei piange con me, le mie lacrime sono le Sue lacrime.
Mi capisce e mi aiuta.

E quanto mi giro, esco e riprendo la via, so che, alle mie spalle, sta sorridendo.
Proprio come me.

Ermita de Nuestra Señora de los Dolores




La piccola Chiesa di "Nuestra Senora de los Dolores", si trova al centro dell'isola, proprio al bordo della colata vulcanica del 1735, dove avvenne il miracolo secondo il quale la lava fu fermata dalla Madonnina.

La "Virgen" è la Patrona dell'isola, la chiesina è sempre aperta per una preghiera, o anche solo una visita. E devo dire che ogni volta che sono arrivata qua ho sempre trovato qualcuno in preghiera.

La storia della Chiesa si trova a questo link, raccontata meglio di quanto io potrei solo copiarla.

La storia del perché di ogni visita si trova solo dentro ognuno di noi.


venerdì 18 agosto 2017

Femés, Lanzarote

Un luogo che mi attira come il ferro e la calamita.
Sono da poche ore sull'isoletta e sono già stata a Femés.

Tre case, una piazza, un ottima taverna "Casa Emiliano", una chiesa, un bellissimo mirador su Playa Blanca e Fuerteventura.

E vento, un vento che fischia, che sposta, che parla, sussurra all'anima.

Di Femès è "Mararia", di cui ho parlato qualche tempo fa, e di cui canticchio nella testa le note di Pedro Guerra ogni volta che mi trovo a passare di lì.

Non c'è nulla, eppure potrei starci delle ore, e non annoiarmi mai.

Femés è a sud di Lanzarote, quindi si vede il calar del Sole, i tramonti.
Non i soliti "atardecer" da cartolina, qualcosa di diverso. Qualcosa che amo, moltissimo.

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Lanzarote, landing

Dall'Italia a Lanzarote ci sono circa quattro ore di aereo.

Le passo guardando un film, leggendo mezzo libro e pensando a cosa farò nel tempo che passerò nell'isoletta.

Ci sono viaggi organizzati che fanno "girare" due isole in due settimane.
Mettendo insieme tutti i vari periodi, mi accorgo di aver trascorso quasi due mesi a Lanzarote e di non aver ancora visto nulla.
Senza titolo

Ogni volta che passo dall'isoletta scopro di avere occhi nuovi, e so che anche questa volta non mi deluderà.

Il benvenuto, tra le nuvole, lo da l'isoletta di  Alegranza, poi La Graciosa e poi Lanzarote.

Senza titolo

Mentre l'aereo compie virate incredibili, piano piano si vede il profilo, per me ormai inconfondibile, di Lanzarote: Orzola,  Haria, Costa Teguise, Arrecife, la striscia bianca delle case di Playa Honda.

Senza titolo

Poi si sente scendere il carrello dell'aereo, le vibrazioni aumentano, le orecchie si tappano, l'aereo
si allinea all'oceano.

Senza titolo

E siamo giù. ed è, di nuovo, Lanzarote.
Casa Elena.

friend

mercoledì 16 agosto 2017

Lanzarote, prologo

Ci sono viaggi che iniziano e non finiscono mai.

Il mio "viaggio che non finisce mai" è Lanzarote, un'isola che mi ha adottato, mi ha curato, mi ha tenuto tra le sue braccia quando avevo bisogno di sentire che la natura mie era ancora "madre".

Tra poco si parte, e la nostalgia, parrebbe impossibile, sembra aumentare invece che assopirsi.

Mi sono fatta una promessa e data un impegno: provare a raccontare questo luogo a cui devo tanto e di cui continuo ad annusare l'anima, ogni volta che l'isoletta mi ospita.

Sarà il mio piccolo grazie a questo angolo di mondo.


giovedì 10 agosto 2017

Le otto montagne, di Paolo Cognetti


"Forse è vero, come sosteneva mia madre, che ciascuno di noi ha una quota prediletta in montagna, un paesaggio che gli somiglia e dove si sente bene."

Ci sono libri che "ti entrano dentro".
Le otto montagne, di Paolo Cognetti, è uno di questi
Grazie Laura per avermelo fatto scoprire

mercoledì 12 luglio 2017

Beautiful Lake Como

Senza titolo

Convegno al Senato della Repubblica con Soroptimist Italia

Ho partecipato con una brevissima relazione, a un convegno nazionale organizzato dal Soroptimist Italia con la Commissione Diritti Umani del Senato.

Inutile dire quanto sia stata orgogliosa di raccontare l'idea di una mappa del Progetto Nazionale "Una stanza tutta per sè",

Qua le foto

Convegno Nazionale Soroptimist Italia presso Senato della Repubblica

39 + 1

Il giorno che ho capito che non sarei mai stata mamma.

Mancavano due settimane ai miei quaranta.

Ero decisamente una bella donna, un buon lavoro, tanti interessi, amiche che mi volevano e mi vogliono bene come sorelle e delle quali non potrei mai fare a meno, ma soprattutto una bella famiglia composta da Daniele mio marito,  e da me.

Ho cominciato a pensare alla festa, da organizzare "alla grande" perché i quaranta sono un traguardo importante, perché ero sana, la vita sorrideva tra mille e mille difficoltà.

Eppure mi sono trovata a piangere, a dirotto, come non mi era capitato nemmeno per la perdita di persone care.
Piangere a sfinimento, fin che gli occhi hanno finito le lacrime e il cuore si è sentito vuotato.

Gli anni passavano e, per mille motivi, un bimbo o una bimba non erano mai arrivati.
Erano rimasti in cielo.

E quaranta era una data un po' limite, se non fisiologico, nella mia testa. Non perché io pensi che i figli si fanno da giovani, ma per il motivo che se non erano arrivati prima, difficilmente sarebbero arrivati poi.

Il giorno del mio compleanno, sulla torta, non c'era scritto 40 ma 39 + 1.
Non ho mai capito il perché di quella mia scelta, che al momento mi era sembrata solo una trovata per scherzarci su.

Oggi penso che quel "+1" uno volesse dire molto più di un anno in più: che rappresentasse quell'unità che mi mancava per essere la persona che avrei tanto voluto essere.

Sono passati dodici anni da quel momento, e solo ora riesco, a malapena a scriverne.
Ma parlarne, credo, non potrei ancora. Forse non ci riuscirò mai.