lunedì 12 luglio 2010

Tre anni fra dieci giorni

Da tre anni questa è casa mia, la casa dei miei sogni, il mio sfogatoio, il mio mondo.

E' stata la mia prima pelle, ma arriva il momento che la pelle si cambia.
O si cambia vestito.
O si cambia dentro.
O tutte queste cose insieme.

Da qualche tempo mi sento meno a mio agio a scrivere su brezzolina, mi è diventata stretta. Ed è da quando ho scoperto la fotografia.

E' vero, sono un cane. Tecnicamente la mia Niki compensa con i suoi automatismi parecchi miei miei difetti, e gliene sono grata.

Però mi accorgo che ultimamente, i miei post sono spesso le emozioni di ciò che vedo, i testi mi mancano, e quelli che escono spesso sono "faticosi".

Tranne questo, che sto scrivendo ora, che mi esce senza pensarci. Forse perchè l'avevo scritto dentro di me già da tanto tempo.

E quindi, brezzolina chiude qua, a pochi giorni dal suo terzo compleanno.
Così come si chiude un quaderno, che è tutto completamente scritto, e lo si ripone nello scrittoio, pronto da tirar fuori fra qualche anno e rileggere.

Ma non chiudo io. Io cambio solo pelle.
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venerdì 9 luglio 2010

Cercatori di sogni

Mi scontro in continuazione, in questi ultimi tempi, con persone che hanno smesso di sognare.
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E io, che non voglio arrendermi, sento l'entusiasmo che metto nelle cose che mi ricasca addosso, che non viene raccolto, ignorato.
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E sono stanca di vedere visi delusi, persone che si sono fermate, che non sperano più, che al massimo sopravvivono.
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E sono ancora più stanca di vedere persone che fingono interesse, euforia, per le idee che si potrebbero realizzare senza gran fatica e che cadono, come foglie di autunno, nell'attimo stesso in cui finisco di raccontarle.
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Sto cercando cercatori di sogni, entusiasti, ma anche solo che sorridano, quando racconto le cose che mi piacerebbe fare, senza smontare, senza demolire ...
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lunedì 5 luglio 2010

Collezione Cai


collezione Cai
Inserito originariamente da brezzadilago

Temporale al tempo del web

Una volta guardavo fuori dalla finestra, magari telefonavo in giro per sapere che disastri stava facendo nelle zone dove abitano le amiche.
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Ora mi metto su meteosvizzera e guardo il radar a distanza di mezz'ora, e mi piazzo su il meteo, zona Como e leggo le segnalazioni del circondario.
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Mah, come cambia la vita ...
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sabato 3 luglio 2010

Accabadora, il colpo finale (su spotus)

Il rito dell’Accabadora, l’ultima madre. Si discute se in alcune zone rurali della Sardegna sia ancora presente il rito dell’Accabadora, termine sardo con cui si indica una figura femminile che aiuta a morire. In genere è una donna anziana, tra gli 80 e 85 anni, minuta, vestita di nero, che viene chiamata dalle famiglie per alleviare e porre fine alle sofferenze di malati terminali senza speranza. Il ruolo dell’Accabadora è molto coperto, rientra in una cultura antichissima del silenzio tipica dei sardi: tutti sanno e nessuno parla. In genere il rito viene giustificato sulle difficoltà di spostamento delle classi sociali meno abbienti in paesi isolati e spesso distanti da qualsiasi ospedale.
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Questo si legge sul sito di spotus.
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Sono tre ragazzi, conosco bene Antonellina e Federico, che provano a fare giornalismo in modo diverso, partendo dai micro finanziamenti di chi simpatizza con una o con l'altra inchiesta.
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E quella che ho riportato qua sopra è solo una delle proposte inserite nel sito che questi ragazzi lanciano come idea di inchiesta.
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Come funziona?
Se una delle inchieste proposte interessa (ma se ne possono anche proporre), si promette una donazione. Quando si raggiunge il 100% delle promesse si viene avvisati da una mail e invitati a donare.
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Alla base di questo progetto c'è la trasparenza: le donazioni non possono superare i 50 Euro per evitare le richieste "ad personam".
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Ma è un progetto che per funzionare deve girare, e molto, essere conosciuto, capito.
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E siccome mi piace assai, una mini mano voglio provare a dargliela, con questo mini mini contributo su brezzolina.
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In bocca al lupo ragazzi!
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