lunedì 12 luglio 2010

Tre anni fra dieci giorni

Da tre anni questa è casa mia, la casa dei miei sogni, il mio sfogatoio, il mio mondo.

E' stata la mia prima pelle, ma arriva il momento che la pelle si cambia.
O si cambia vestito.
O si cambia dentro.
O tutte queste cose insieme.

Da qualche tempo mi sento meno a mio agio a scrivere su brezzolina, mi è diventata stretta. Ed è da quando ho scoperto la fotografia.

E' vero, sono un cane. Tecnicamente la mia Niki compensa con i suoi automatismi parecchi miei miei difetti, e gliene sono grata.

Però mi accorgo che ultimamente, i miei post sono spesso le emozioni di ciò che vedo, i testi mi mancano, e quelli che escono spesso sono "faticosi".

Tranne questo, che sto scrivendo ora, che mi esce senza pensarci. Forse perchè l'avevo scritto dentro di me già da tanto tempo.

E quindi, brezzolina chiude qua, a pochi giorni dal suo terzo compleanno.
Così come si chiude un quaderno, che è tutto completamente scritto, e lo si ripone nello scrittoio, pronto da tirar fuori fra qualche anno e rileggere.

Ma non chiudo io. Io cambio solo pelle.
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venerdì 9 luglio 2010

Cercatori di sogni

Mi scontro in continuazione, in questi ultimi tempi, con persone che hanno smesso di sognare.
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E io, che non voglio arrendermi, sento l'entusiasmo che metto nelle cose che mi ricasca addosso, che non viene raccolto, ignorato.
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E sono stanca di vedere visi delusi, persone che si sono fermate, che non sperano più, che al massimo sopravvivono.
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E sono ancora più stanca di vedere persone che fingono interesse, euforia, per le idee che si potrebbero realizzare senza gran fatica e che cadono, come foglie di autunno, nell'attimo stesso in cui finisco di raccontarle.
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Sto cercando cercatori di sogni, entusiasti, ma anche solo che sorridano, quando racconto le cose che mi piacerebbe fare, senza smontare, senza demolire ...
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lunedì 5 luglio 2010

Collezione Cai


collezione Cai
Inserito originariamente da brezzadilago

Temporale al tempo del web

Una volta guardavo fuori dalla finestra, magari telefonavo in giro per sapere che disastri stava facendo nelle zone dove abitano le amiche.
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Ora mi metto su meteosvizzera e guardo il radar a distanza di mezz'ora, e mi piazzo su il meteo, zona Como e leggo le segnalazioni del circondario.
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Mah, come cambia la vita ...
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sabato 3 luglio 2010

Accabadora, il colpo finale (su spotus)

Il rito dell’Accabadora, l’ultima madre. Si discute se in alcune zone rurali della Sardegna sia ancora presente il rito dell’Accabadora, termine sardo con cui si indica una figura femminile che aiuta a morire. In genere è una donna anziana, tra gli 80 e 85 anni, minuta, vestita di nero, che viene chiamata dalle famiglie per alleviare e porre fine alle sofferenze di malati terminali senza speranza. Il ruolo dell’Accabadora è molto coperto, rientra in una cultura antichissima del silenzio tipica dei sardi: tutti sanno e nessuno parla. In genere il rito viene giustificato sulle difficoltà di spostamento delle classi sociali meno abbienti in paesi isolati e spesso distanti da qualsiasi ospedale.
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Questo si legge sul sito di spotus.
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Sono tre ragazzi, conosco bene Antonellina e Federico, che provano a fare giornalismo in modo diverso, partendo dai micro finanziamenti di chi simpatizza con una o con l'altra inchiesta.
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E quella che ho riportato qua sopra è solo una delle proposte inserite nel sito che questi ragazzi lanciano come idea di inchiesta.
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Come funziona?
Se una delle inchieste proposte interessa (ma se ne possono anche proporre), si promette una donazione. Quando si raggiunge il 100% delle promesse si viene avvisati da una mail e invitati a donare.
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Alla base di questo progetto c'è la trasparenza: le donazioni non possono superare i 50 Euro per evitare le richieste "ad personam".
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Ma è un progetto che per funzionare deve girare, e molto, essere conosciuto, capito.
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E siccome mi piace assai, una mini mano voglio provare a dargliela, con questo mini mini contributo su brezzolina.
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In bocca al lupo ragazzi!
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domenica 27 giugno 2010

Riflessioni di una domenica pomeriggio

La montagna è sempre stata, per me, maestra di vita. Sono molte le cose che mi ha insegnato, e ancora oggi mi ricarica nei momenti più difficili, nei quali si intravvede il fondo e serve una speciale energia.
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Mi ha insegnato a dosare le forze, e me l'ha insegnato lasciandomi senza forze, e non solo una volta.
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Mi ha insegnato a rinunciare, perchè nulla è più importante che tornare a casa, perchè il bravo montanaro ... "è quello che diventa vecchio", come mi ha insegnato un amante della montagna.
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Mi ha insegnato che dopo una rinuncia deve sempre seguire un altro tentantivo, e un altro, e un altro ancora.
E che quando vinci una vetta, o riesci a superare un grado in arrampicata, o finisci di piangere dopo che senti i "picchi" nelle dita delle mani e dei piedi per il troppo freddo, e devi riprendere la via, devi riprovare ancora.
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Perchè ogni volta è una nuova scoperta, un'esperienza diversa, perchè siamo noi che cambiamo, è il nostro fisico, la nostra resistenza, la nostra volontà che ci rende diversa ogni salita.
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E le salite che in certi momenti della vita sembrano facili, in altri momenti richiedono l'aiuto, la mano amica di qualcuno che ci aiuti magari a portare lo zaino.
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E quella richiesta di aiuto bisogna saperla innanzitutto riconoscere, e poi chiedere, o offrire.
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Senza che quell'aiuto sia un peso, darlo o riceverlo.
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venerdì 25 giugno 2010

Santa Maria di Picciano, Matera

Santa Maria di Picciano

Ci sono luoghi nei quali, avvicinandosi, si percepisce un senso di pace interiore.
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Per me, spesso, sono luoghi legati alla spiritualità.
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La strada che porta a Santa Maria di Picciano è immersa in un bosco, nel quale la natura si è divertita a mescolare piante molto diverse tra loro, formando un insieme che sembra preso da un quadro.
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Fiori di tutti i colori costeggiano la sottile striscia di asfalto e non è raro vedere farfalle (io le ho viste solo gialle però) rincorrersi sui lati della strada.
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Il santuario è in cima a una collinetta, di quelle che se ne vedono tante in Basilicata, ma che si distingue proprio per la presenza di tanto verde.
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E' piccolo, un piccolo scrigno. Che sembra pieno di nulla, ma che in quel nulla mi fa sentire "piena".
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E mi sono fermata per scattare delle foto, ma soprattutto per respirare quel senso di pace che si trova sempre meno, e di cui, invece, si ha sempre più bisogno.
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Sono così pazzi che oggi si sposano


capodanno 2009 039
Inserito originariamente da brezzadilago

sabato 19 giugno 2010

I Promessi Sposi, a San Siro

Promessi sposi - Milano

Amo il musical, e gli amici che lo sanno, spesso mi invitano quando "vanno a Milano" per vedere qualcosa.
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Ieri, quindi, atto unico di "I Promessi Sposi" di Michele Guardì, a San Siro, siamo partiti con un pullman di appassionati da Cesana Brianza verso Milano.
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Ero seduta, guardavo fuori dal finestrino e pensavo al viaggio di Lucia e di Renzo che da Lecco andavano verso Milano, come nella storia del romanzo, e, lo so che sembra stupido, ma sembrava ci accompagnassero in quel percorso, così come ci avrebbero accompagnato, con uno spirito diverso, al ritorno.
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Il palco a San Siro, all'arrivo, toglie il fiato per l'emozione. Quasi tutto il campo di calcio è coperto dal palco e dalle poltroncine "platea". Il palcoscenico è enorme, formato da tre piattaforme rotanti, una centrale più ampia e due più piccole di fianco.
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C'è il sole, e meno male, che sono messa maluccio con raffreddore e malanni vari, e fino a ieri pioveva a dirotto, ma questo spettacolo non me lo sarei perso per nulla al mondo.
Osservo la striscia di cielo sopra San Siro, di quell'azzurro che "solo i cieli di Lombardia..." e quella luce del tramonto che scende piano piano sullo stadio ...
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C'è eccitazione, la sensazione di assistere ad un evento unico. Si, perchè lo spettacolo verrà replicato a fine luglio ad Agrigento e a fine anno agli Arcimboldi, ma è la prima per San Siro, e credo sia anche la prima volta in assoluto che San Siro ospita un'opera.
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Si abbassano le luci, si va a cominciare.
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Tre ore di spettacolo, con una piccola sosta tra primo e secondo atto. Tre ore in cui si viene catturati, sempre più dentro la storia, sempre più dentro la scena.
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Ogni personaggio è caratterizzato da una sua melodia, che lo rappresenta e che si intreccia con quelle degli altri protagonisti quando si incontrano nei duetti.
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Le scene si aprono come immagini di quadri, statiche, e pian piano si animano, e pare di assistere a quadri viventi, a piccoli presepi che piano piano prendono vita. I costumi sono piccoli capolavori.
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E non sono "i promessi sposi" come me li ricordavo a scuola, noiosi come tutte le cose che si è obbligati a studiare: sono belli, freschi, allegri. Mi accordo di strizzare le mie celluline grigie per tirare fuori i ricordi di gioventù e ricordare le scene principali e mentre le rivedo la memoria cambia colore, come se la musica di questa opera desse una riverniciata a qualcosa che stava sparendo.
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Le scene sono tutte belle, ma c'è un'emozione particolare nell'addio ai monti, con la barca che sembra solcare il lago, su un palcoscenico che due secondi prima pareva di legno, e poi la stupenda Monaca di Monza, il Don Rodrigo, la conversione dell'Innominato, la madre di Cecilia, fino alla scena finale, con quel "Padre Nostro" e la pioggia (vera, si sono proprio lavati!) che salva Milano dalla peste.
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Avrei voluto fare rewind, rivedere tutto ma dovrò aspettare a settembre, quando faranno vedere sulla Rai la registrazione di ieri.
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E sono uscita da San Siro con una musichetta nella testa che anche oggi non mi abbandona, e canticchio "Ecco Milano, la grande macchina del duomo ... dove la vita ti appartiene ...", e una gran voglia di riprendere in mano il libro de "I promessi sposi", da rileggere, e da gustare...
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sabato 12 giugno 2010

Sapori di vita

Gelato di crema con pezzi di ananas, portato in bici su per la Napoleona, sotto il caldo; acqua bevuta dal bicchiere; decine e decine di caramelle alla gelatina mangiate una dopo l'altra; il gusto diverso del cibo quando ti imboccano; il fruttino e poi la Nutella che arriva da Prestino con il bus delle 7 del mattino; chili e chili di mele cotte, che buone come quelle non ne ho più provate...
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Sapori unici che, tanti anni fa, la vita mi ha regalato ...
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venerdì 11 giugno 2010

Ho imbiancato casa

E ho cambiato un po' di colori di brezzolina, grazie al nuovo sistema "Design" di blogger.
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Però il quadretto di Como, quello no, non l'ho cambiato :)
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venerdì 4 giugno 2010

Pazienti.org è online

Pazienti.org


Pazienti.org sono loro: Federica, Elena e Linnear che ho conosciuto a Roma, al KublaiCamp 2010.

No, non è vero, Elena la conosco da molto più tempo ;)

E poi, no, non è vero: pazienti. org non sono "loro", siamo tutti noi. Loro sono l'idea, il cuore, il cervello, ma pazienti, purtroppo, siamo tutti noi, o qualcuno che ci è vicino, e che vuole condividere la propria esperienza di "paziente".

Per questo, secondo me, è un'idea da far girare ... date un occhio :)

mercoledì 2 giugno 2010

Immagilario

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Chiamiamoli debiti di riconoscenza. Ma in modo affettuoso.
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Ad Augusto devo l'header di brezzolina, che campeggia qua sopra dal giorno che è nato questo blog.
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E ora, con le sue belle foto, inaugura Immagilario, un sito dove poter vedere posti stupendi delle mie zone, di Como e del suo lago.
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Date un occhio, ve lo raccomando ...
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sabato 29 maggio 2010

Tristezza

Un leggero velo di tristezza.
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E' quello che mi sento addosso stasera, mentre guardo dalla finestra vicino al mio pc e vedo il sole che si addormenta.
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E penso a chi si è addormentato per sempre, che ci ha lasciato.
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E che forse ci vede ancora. E che non possiamo dimenticare, perchè l'amore resta sempre dentro di noi, per tutta la vita, anche quando non ci si tocca più, anche quando non ci si guarda più negli occhi.
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Perchè da quando ci si addormenta per sempre, ci si comincia a rivedere nel cuore e nell'anima ...
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venerdì 28 maggio 2010

Perle e diamanti

Cercavo una perla, ho trovato un diamante.
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Ma siccome ero fissata che doveva essere una perla, non ne ho capito il valore, e l'ho buttato via.
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giovedì 27 maggio 2010

Puzzle

Certe volte penso alla mia vita come a un puzzle, o meglio, come a tanti puzzle che si costruiscono con insana pazienza, giorno per giorno.
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Tanti piccoli quadri che si costruiscono parallelamente, e che piano piano disegnano quello che siamo stati, e fanno intravvedere cosa potremmo essere.
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Poi, di tanto in tanto, in un puzzle che sembrava bellissimo, magari con un cielo azzurro, si incastra un pezzo, singolo, nero, che non c'entra nulla. E allora comincio ad osservarlo quel particolare, e mi chiedo da dove l'ho preso quel pezzo, e mi viene il dubbio che il vero disegno sia dietro, e mi verrebbe voglia di voltarlo quell'angolo di puzzle, anche se il rischio, è che si disfi tutto e di dover ricominciare da capo.
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E penso che dopo che il puzzle sia tornato i piccoli pezzi, potrei non aver più la voglia di ricostruirlo ...
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E me ne resto lì, per ore, imbambolata a guardare e pensare ...
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domenica 23 maggio 2010

Palermo è una cipolla

...
"Ma se sei il bravo viaggiatore che io credo che tu sia, devi andare avanti e provare a togliere ancora qualche strato. E devi essere tu a farlo. Anche se sbucciare la cipolla ti farà piangere non puoi lasciare agli altri il compito di farlo al tuo posto. Loro non sanno a quale strato della cipolla tu desideri fermarti, non sanno a che ti serve la cipolla, e rischiano di sottrarli uno dopo l'altro, buttarli via anche se sono buoni. Soprattutto, rischiano di sbucciare anche quest'ultima sottilissima sfoglia oltre la quale la cipolla non è più cipolla. La Città non è più Citta."
....

Palermo è una cipolla, di Roberto Alajmo, Editore Laterza
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sabato 22 maggio 2010

Quattro stelle, a Roma centro: la mia esperienza

Ho passato due giorni, anzi due notti, in questa stanza, di un Hotel 4 stelle, centro di Roma, e ho pagato 140 Euro per notte.
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Quando ho visto la stanza ho provato a segnalare il mio disagio al personale dell'albergo, che era la prima volta che in un Best Western trovavo da lamentarmi, ma mi è stato chiesto dapprima cosa c'è che non andasse nella stanza, poi che le camere non le aveva assegnate la persona che ha parlato con me, ed infine che la prossima volta che andrò a Roma "vedrà che camera le assegneremo", o una cosa simile. Ovvio che io abbia risposto: "Si, ma la prossima volta che vengo a Roma, qua non ci torno".
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Oggi ho scritto alla catena Best Western, perchè con loro mi sono sempre trovata benissimo, anzi, di più, e quello che vorrei fare per contribuire a sentirmi sempre bene con loro è segnalare le cose che non vanno.
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Non emetto giudizi, penso che questi pochi secondi di video e la foto del particolare della porta del bagno che nel video si vede poco, siano sufficienti perchè ciascuno si faccia un'idea.
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Intanto aspetto la risposta di BW.
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Questo è il filmino





E questa la foto



roma albergo


Dimenticavo: è l'hotel Mondial, di Roma, via Torino.
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Update del 30.06.2010: credo ne abbiano avuto ampiamente il tempo, visto che oltretutto ho mandato due solleciti via mail, ma Best Western non ha risposto.
E me ne dispiace, davvero.
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lunedì 17 maggio 2010

Anima

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Ho tolto la pelle alla mia anima

ed ora la solitudine la avvolge

e spinge le sue radici

a cercarne il cuore.

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Viaggio nell'anima

per ritrovare me stessa

per cercarne l'essenza.

E provo a estirpare radici

e a ricucire ferite.

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Per vivere, ancora.

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domenica 16 maggio 2010

Saziarsi con gli odori ...

Ogni tanto mi capita, ma solo in certi periodi, di passare una intera mattinata a cucinare, attività che mi riesce abbastanza benino e che mi rilassa tantissimo.
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Difficilmente assaggio quello che cucino, e comunque piccolissime quantità, non sono una di quelle che quando è pronto c'è la metà del cibo.
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Però presto molta attenzione all'odore/profumo, di quello che cucino.
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E arrivo all'ora di sedermi a tavola che non ho fame. E non ho mangiato nulla, non ho sbocconcellato. Semplicemente mi sono "saziata con gli odori".
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E oggi mi veniva di pensare che capita anche qui, in rete, a me, e anche a persone che magari mi soffermo ad osservare.
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I rapporti che si stringono assomigliano un po' a "odori, profumi" che danno un senso di sazio, ma che non nutrono.
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Ci si illude di aver trovato qualcosa, di aver costruito, di stringere chissà quali legami.
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E poi non resta nulla.
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Anzi, no: resta una gran fame ...
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DICIOTTO!! Secondo titulo!!!

venerdì 14 maggio 2010

San Patrignano

san patrignano

Un ragazzo batte le mani, tre volte.
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Scende il silenzio in sala mensa, tutti si alzano in piedi per qualche minuto, qualcuno si fa il segno della croce.
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Poi ci si siede e si aspetta di essere serviti per il pranzo.

Mi guardo in giro, anche se con un certo pudore. Sembra di stare in una enorme Arca di Noe' per come e' strutturato il soffitto in legno della immensa sala che i ragazzi di San Patrignano condividono con noi, che oggi siamo ospiti.

Sono tutti belli, visi belli, bei sorrisi.

Quando siamo arrivati, gruppo commercialista telematico, sono gia' tutti seduti a tavoloni dove si chiacchiera, si ride, si parla, ci si guarda in faccia.

Un gruppo, consistente, e' incaricato della distribuzione del cibo: ci fanno scegliere, e ce lo portano sorridendo e senza nascondere una certa emozione.

Che poi l'emozione e' piu' nostra, o almeno mia, che mi sembra di essere qua come spettatore irriguardoso di vite in rinascita.

Guardo in giro, ma lo faccio con discrezione.

La Niki si rifiuta di scattare, quasi a non voler scrutare nell'anima, e quindi tocca a me raccontare occhi, visi e sorrisi e una operosita' che non dimentica il piacere e il gusto dell'accoglienza.

E forse e' proprio questo quello che ho provato: mi sono sentita accolta.

E ho pensato all'impegno e alla volonta' di chi sta qua dentro, di chi ci accompagna in queste stradine, e che stasera ci vedra' uscire per tornare a casa. E il cancello si aprira' solo per noi.

San Patrignano e' una immensa area no smoking, dove anche ai visitatori viene chiesto di non fumare.

Si respira aria buona, qua dentro.
E anche i fumatori ammettono che rinunciare alla sigaretta per un giorno e' una forma di rispetto verso questi ragazzi.

E penso che sono ragazzi in gamba, gli abitanti di questa "temporary country" dove vieni per un convegno di aggiornamento e ti trovi a riassaporare la vita ...

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mercoledì 12 maggio 2010

Notti

Notti vuote,
che fanno compagnia
mentre ti rubano l'anima
e la nascondono nelle ombre
della notte.
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Notti di parole mai dette
di frasi mai scritte
di melodie sepolte
nelle pieghe buie
di petali di fiori chiusi,
nella notte.
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Notti da vivere
fino in fondo
per arrivare laggiù
nel profondo.
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Notti per rinascere
per riassaporare la vita
nell'anima, nelle ombre,
nelle parole, nelle melodie
che si possono scoprire
solo con la notte.
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Rimini, per il Commercialista Telematico

Sono in partenza per Rimini, dove, il
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è previsto un mega-convegno per festeggiare i
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15 anni di attività del Commercialista Telematico,
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dell'amico Roberto Pasquini.
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Il programma è di tutto rispetto con relatori e argomenti di sicuro interesse.Ma non vado solo per quello: ho voglia di rivedere colleghi che ho conosciuto in rete, conoscerne di nuovi, scambiare opinioni, ragionare e "cazzeggiare", partecipare alle sessioni di aggiornamento ma anche e soprattutto alle cene, sentire l'aria che si respira a San Patrignano e svegliarmi con il mare che si vede dalla finestra, di fare foto, a tutti e a tutto.
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E di rilasssarmi, ma davvero, per due giorni..
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Update: e FONDAMENTALE, rivedo la liu :)
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martedì 11 maggio 2010

Pensieri nella notte

Pensieri come nubi, nella notte.
Si avvicinano minacciosi,
stringono e mordono come radici.
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Rubano l'anima
alla quale è già stato rubato l'amore
al quale è stata rubata l'innocenza.
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E scoppiano dirompenti
nella vita che aspetta
con ansia
che arrivi presto il mattino ...
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domenica 9 maggio 2010

Clarita si sposa

clarita

Si, lo so, ha già spammato mezzo web con il suo matrimonio, alzi la mano chi ancora non lo sa. Ma da brezzolina la notizia non era ancora passata, e ora è arrivato il momento.
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Ci siamo conosciute oltre due anni fa, in rete, ci siamo sposate, abbiamo divorziato. Qualcuno ci ha anche "studiato" ;)
Non so se quel gioco, quella esperienza ci abbia cambiato. Di certo ci ha permesso di riconoscerci. Il maggio successivo ci siamo incontrate analogicamente, a Matera, e ci siamo riviste per un Capodanno, per un altro Materacamp, che, insomma, Como - Matera sono pur sempre 1.000 km.
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Eppure ci siamo sempre state, nei momenti importanti ci sentiamo, grazie al telefono, alla rete. Sempre.
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E ora la mia sorellina di Matera, Clara, sposa il suo Gianfranco. Lo so da sempre, anche se la data è fissata da meno di un annetto: da sempre perchè il loro è un bene speciale, quello che si vogliono.
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E l'altro ieri è arrivata la partecipazione, e anche se avevo già prenotato albergo e volo (a gennaio), auto (aprile), comprato vestito (aprile) .. insomma, anche se avevo già fatto tutto, una lacrimuccia mi è scappata, aprendo quella busta.
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E ora non vedo l'ora che arrivi quel giorno...
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mercoledì 5 maggio 2010

Tears

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Lacrime di sole abbagliante,
di una luce che troppo ha illuminato una vita spenta.
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Lacrime nel buio della notte,
invisibili a tutto, ma non all'amore.
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Non chiedere a una lacrima
di non nascere
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Ne nasceranno due.
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martedì 4 maggio 2010

Como, città turistica

Ma voi ci andreste in casa di amici, che hanno i muratori in casa ormai da anni, che davanti alla finestra c'è una bella palizzata che copre la vista, che a mezzanotte vi mandano a dormire e che quando arrivi ti chiamano per far mandare un taxi e andarli a prendere al treno e stanno li ad aspettare 50 minuti perchè piove?
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Perchè questa è Como, oggi, "città turistica".
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Dove per i negozi aperti il 1 maggio quasi ci si scandalizza, perchè non è giusto che lavorino il sabato di festa; dove se qualcuno arriva in visita gli fai mettere l'auto all'autosilo ex zoo ma poi fai finta di niente e gli strappi il biglietto per pagare il parcheggio altrimenti ti tocca fargli la rianimazione quando vede la cifra; dove per passare da un sottopassaggio tocca vaccinarsi contro i principali rischi chimici e biologici; dove i marciapiedi sono buche, e buche, e buche; dove, se arrivi alla Stazione di San Giovanni pensi che nemmeno nei paesi sottosviluppati e dove i ristoranti che servono specialità tipiche sono sempre meno.
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E potrei continuare all'infinito.
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E dove, è questa la cosa peggiore, siamo ancora convinti che il turismo si faccia così ...
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domenica 2 maggio 2010

Vado a San Patrignano ...

Il 14 maggio, per un incontro voluto dagli amici del Commercialista Telematico, per festeggiare i primi quindici anni di attività.
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Quando Roberto, anima del Commercialista Telematico, mi accennato all'organizzazione di questo evento e al fatto di volerlo fare proprio a San Patrignano, non ho esitato un secondo ad accettare.
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So già che sarà un'esperienza indimenticabile, rivedere amici, colleghi, ma, soprattutto rivederli in quel luogo.
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Non so cosa aspettarmi, ma so che desidero davvero viverla, arrivando li con la mente come una pagina bianca, da riempire di emozioni ...
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rimini commercialista telematico_Pagina_1

venerdì 30 aprile 2010

Refoli di vento

Sono spesso i refoli di vento a dare una diversa direzione alla mia vita.
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Uno sopporta l'inimmaginabile e resta lì, fermo, nella posizione. Poi arriva un refolo di vento, al momento giusto, che colpisce la vela nel posto giusto, e tutto cambia direzione.
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E quello che sembrava un temporale in arrivo diventa un arcobaleno in un cielo sereno...
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lunedì 26 aprile 2010

domenica 25 aprile 2010

Parcheggi a Salerno

parcheggi salerno

E' la malattia del viaggiatore curioso: quella di fare confronti tra la propria città e il luogo che si visita. E viceversa.

Parliamo, per esempio, di parcheggi.

Salerno si è dotata di un sistema per pagare il parcheggio che prevede sia l'uso delle monetine, sia il pagamento del ticket via cellulare.

Non ci credevo quando me l'hanno detto, ma l'ho visto con i miei occhi.

E' un'idea che rigiro ai solerti amministratori della mia città, Como, dove, quando va bene, i parcometri sono rotti, e dove i controlli non più così solerti, se è vero che quando non riesco a parcheggiare e finalmente trovo posto, osservo i tagliandi sui cruscotti e tanti non ne vedo e tanti ne vedo scaduti.

Pare che questa società abbia vinto l'appalto in parecchie città del nord per la gestione dei parcheggi, con ottimi risultati stando a quanto riportato da colleghi di Salerno.

Magari anche solo provare a copiare un'idea... non si potrebbe?

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Salerno

giardini salerno

Salerno è la città che non ti aspetti.
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Parto forse prevenuta, perchè quando si parla di Campania si tende a fare di tutta l'erba un fascio.
E trovo una cittadina "bella", ma bella dentro, di una bellezza sotterranea, che ti devi fermare a guardarti in giro ed osservare per bene, perchè in un primo momento non riesci a coglierla appieno.
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Ma ti senti bene, ti senti a casa, in un posto dove tutto è in ordine, il lungomare fa pensare alle lunghe passeggiate nei giorni della calura, con piante sotto le quali deve essere meraviglioso fermarsi a chiacchierare, leggere, o anche solo fare nulla.
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I giardini, almeno quelli che ho visto io, sono piccoli capolavori di operatività: ordinati, ben tenuti, senza sporco in giro, con piante che colorano l'aria del loro verde e con i loro fiori che illuminano gli occhi.
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Mi sono fermata solo due giorni, e buona parte del tempo l'ho passata per convegni. Ma ho avuto il tempo per apprezzare questa città, curata, ordinata, dove la vita è vita, dove la gente sorride, ti accoglie e non ti fa sentire "straniero".
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Sono arrivata con il sole e sono partita con la pioggia. Ho visto il mare azzurro e l'ho visto grigio. Ho mangiato mozzarella campana e il dolce tipico, la scarzetta.
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Ma, soprattutto, ho vista una città che ho percepito come "amata" da chi ci vive, bella di suo, ma ancora più bella per quanto è curata.
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E ho visto il confronto con la mia ... ma questa è storia per un altro post.
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Update del 29/04/2010: citata anche qua :)
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venerdì 23 aprile 2010

Ain't no sunshine


Ain't no sunshine when she's gone.
It's not warm when she's away.
Ain't no sunshine when she's gone
And she's always gone too long anytime she goes away.

Wonder this time where she's gone,
Wonder if she's gone to stay
Ain't no sunshine when she's gone
And this house just ain't no home anytime she goes away.

And I know, I know, I know, I know, I know,
I know, I know, I know, I know, I know, I know, I know,
I know, I know, I know, I know, I know, I know,
I know, I know, I know, I know, I know, I know, I know, I know

Hey, I ought to leave the young thing alone,
But ain't no sunshine when she's gone, only darkness everyday.
Ain't no sunshine when she's gone,
And this house just ain't no home anytime she goes away.

Anytime she goes away.
Anytime she goes away.
Anytime she goes away.
Anytime she goes away.
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domenica 18 aprile 2010

Palermo

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Ma ciò che dava all'insieme un fascino eccezionale era un'intesa vaporosità che si stendeva uniforme su ogni cosa, producendo un effetto così sensibile che gli oggetti, anche se distanti fra loro di pochi passi, risaltavano uno dietro l'altro in nette tonalità azzurrine, tanto da perdere i loro contorni reali, o quanto meno da apparire all'occhio, intensamente azzurrati.
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Goethe, Viaggio in Italia
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giovedì 15 aprile 2010

Sms, traffico e Comune di Como

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Bello il servizio che avvisa delle code in città: uno riceve l'sms, lo legge, capisce che non deve andare in centro.

Peccato che l'incidente sia della mattinata, le code di tutto il pomeriggio, e l'sms sia arrivato alle ....

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lunedì 12 aprile 2010

A Como corso gratuiti di "risveglio politico"

Requisiti: essere cittadino comasco, perchè alla fine del corso c'è la prova finale che si chiama "Elezioni".
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Inizio del corso: è già iniziato, ti sei perso la prima sessione denominata "Costruiamo un muro sul lungo lago" che si è concluso con il seguente esito: muro da abbattere.
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Sono attualmente funzionanti i seguenti corsi/laboratorio:
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- Chiudiamo i locali di una città "turistica" a mezzanotte (compresi certi mesi estivi in cui l'umidità di giorno è al 95% e di notte sembra di respirare).
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- Togliamo i cinema dal centro di Como (quasi concluso)
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- Seconda parte di "Facciamo un muro davanti al lungo lago - parte seconda, Sant'Agostino (inizio imminente).
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- Compilazione di una piantina delle strade di Como con l'indicazione con diversi colori della percentuale di buche presenti e di difficoltà di utilizzo di marciapiedi.
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- Corso di Camel Trophy (solo invernale, è necessario arrivare in città, o meglio nelle zone limitrofe, durante una nevicata)
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- Fondazione Ca' d'Industria: dalla Fondazione, alle esternalizzazioni, corso amministrativo, di gestione amministrativa e di bilancio.
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- Percorso di archeologia industriale: Ticosa (solo diurno)
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... chissà se li ho detti tutti ...
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Durante il corso si svilupperà la coscienza politica dei partecipanti, attraverso dibattiti, manifestazioni pacifiche, utilizzo di social network, lettura dei principali quotidiani (anche nazionali), comprensione delle principali norme che regolano il funzionamento del consiglio comunale, regionale, dei rapporti comune, provincia e regione da un punto di vista normativo, perchè a Como siamo personcine perbene, e ci piace ragionare, contribuire, e anche rimboccarci le maniche, se serve.
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Ho provato a scherzare, ma, come diceva un mio carissimo amico tanti anni fa "Le più grandi verità sono dette scherzando".
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E la verità è che non ne posso più di vedere la mia città scendere sempre di più nella qualità della vita, e questo anche senza leggere le classifiche.
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E il mio più grande dolore è che "I love Como ..."
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domenica 11 aprile 2010

venerdì 9 aprile 2010

Riflessione breve

Per un innocente, anche un solo giorno di processo equivale a un giorno di prigione.

lunedì 29 marzo 2010

La Costituzione in SL: come è andata


Trovi altri video come questi su NING Imparafacile - Ricerca e Formazione in Second Life


E' andata così, come si vede nelle immagini.
E' stata una partecipazione di tutti, noi eravamo parecchi sull'Isola di Imparafacile, e tante land erano collegate in streaming per evitare di crashare.
Ma in streaming è stata mandata la serata anche in rete, con un "botto" di 180 contatti unici, che non è poco!.
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E' stato bello, si è sentito odore di "ricerca della legalità", un voler tornare alle origini vista la tanta confusione che regna nel nostro Paese.
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Si diceva: La Costituzione è il testo più citato e meno conosciuto.
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Andrea Rossetti, professore universitario, ci ha aiutato nel commento, noi dodici abbiamo letto e "interpretato" a nostro modo, dal vestito azzurro di Fiona, al burka di Alice, al mio vestitino a bandiera (e soprattutto alla voce di Terence che ha letteralmente "ribaltato" tutto il pubblico femminile, che ancora oggi se mi chiedete cosa ha letto fatico a ricordarlo ... poi abbiamo scoperto che vive in America e fa il doppiatore ...).
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E' stata una bella serata, memorabile.
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Per me ha voluto dire molto: pensavo di non andare a votare prima di queste riflessioni, troppo nauseata dal tutto, da destra, da sinistra, da centro. Tutto. Venerdì ne ero praticamente convinta e stavo già pensando al post da scrivere.
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Poi ho ascoltato, i principi fondamentali della Costituzione, ho pensato che "qualcuno" ha lottato, e magari è pure morto per permettere che si scrivessero.
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E ho capito che non potevo.
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Voterò domattina, come al solito, perchè il mio ufficio è davanti al seggio. Ma vado a votare.
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venerdì 26 marzo 2010

Il peso della farfalla

Poi uno dice le coincidenze.
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A gennaio, di ritorno dal KublaiCamp, mi ero soffermata in una edicola di Fiumicino, perchè avevo voglia di leggere un libro ma ne volevo uno piccolo e leggero, che quelli grossi e pesanti li riservo al divano di casa.
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E avevo visto questo "Il peso della farfalla" di Erri De Luca. Come si fa sempre, ho letto la copertina, l'ho sfogliato un attimo, ho letto una frase che mi ha colpito. Poi la stanchezza e un certo mal di testa hanno avuto il sopravvento e ho comprato una di quelle riviste femminili piene di vestiti, scarpe e fotografie.
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Ieri ero ancora a Fiumicino, di ritorno da un impegno con la Commissione del Cndcec, e sono entrata in un'edicola, un'altra, questa era nel settore B mentre quella di gennaio era nel settore C.
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Ed era lì che mi guardava, questo libretto. L'ho risfogliato, l'ho leggiucchiato (che se l'aereo avesse tardato potevo pure leggerlo tutto), e l'ho preso.
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Prima di Linate era finito, e avevo già ricominciato a leggere i pezzi che mi piacevano di più, cosa che ho già fatto ancora in pausa pranzo oggi.
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Insomma, uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni: tenerezza e poesia, una storia che si capisce già alla riga 3 come andrà a finire, eppure che lega, che appassiona al punto che alla fine mi è rimasto un che di malinconia addosso, quella malinconia che me lo farà rileggere decine e decine di volte, fino a che non avrò impressa dentro di me quella "bianca farfalla stampata a ghiaccio sul corno sinistro del camoscio" , quella farfalla che appoggiandosi sul corno sinistro ...
" ... Fu la piuma aggiunta al carico degli anni, quella che sfascia" ... "Il peso della farfalla gli era finito sopra il cuore, vuoto come un pugno chiuso".
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Dicevo: poi uno dice le coincidenze. Quella farfalla mi ha aspettato, e mi si è posata addosso.
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Indimenticabile, per me.
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Streaming video dell'incontro "Costituzione - SL Civic Performance"





L’evento è nato da un’idea di Imparafacile Runo e

Papper Papp.
Realizzato dal gruppo Imparafacile.

Diretta streaming a cura di 2lifeCast social

provider





La Costituzione, Second Life, Imparafacile, Velas e la bandiera italiana

Lo so, ho fatto un titolo del posto che è tutto un programma.
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Però stasera 26 marzo 2010, alle ore 22.00, nella land di Imparafacile (mandatemi un IM che vi tippo se entrate), un gruppo di baldi avatar leggerà i primi dodici articoli della Costituzione.
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Il commento sarà del prof. Andrea Rossetti, (aka Andross Zelin), professore associato di Filosofia del diritto e Informatica giuridica alla Facoltà di giurisprudenza dell'Università Milano-Bicocca; insegna Informatica giuridica alla Statale di Milano e Filosofia del diritto nella sede di Varese dell'Università dell'Insubria.
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Perchè la Costituzione? Perchè quando si smarrisce la strada fa bene tornare un attimo sui propri passi, a cercare la strada maestra al bivio in cui la si era persa ...
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Velas leggerà l'articolo 12:

Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.


E non sto nemmeno a dirvi come si vestirà :))
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Se non avete Second Life e non volete perdervi l'evento, la diretta verrà trasmessa in streaming: significa che basta collegarsi con brezzolina, stasera, e in un post apposito vedrete tutto come se foste alla tv! In sostanza: non avete scuse...
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Vi aspetto :)
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martedì 23 marzo 2010

Le cose belle

Ci stiamo dimenticando di raccontare le cose belle.
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Da qualche giorno ho un po' di malinconia, e ho cominciato ad osservare le persone con un occhio un po' diverso.
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E mi sto accorgendo che questa crisi è arrivata dentro di noi, non tanto dentro i portafogli, ma proprio dentro di noi.
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Vediamo grigio, nel migliore dei casi, e quando raccontiamo quello che vediamo tendiamo a dire solo le cose negative.
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La stanchezza, la delusione, le espressioni deluse, la poca voglia di stare insieme, questo strano isolamento che non è solo "colpa" della tv o della rete.
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E il morale può far tanto, in casi come questi.
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O forse dobbiamo ancora scendere, nella scala che porta dentro di noi, prima di trovare le risorse per riprovare a risalire.

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Update: il post continua qua. Da leggere!

lunedì 22 marzo 2010

Nuova fotina


E anche questo arriva dal Comoblog, la mia nuova fotina.
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Perchè ho visto un mio sorriso, lì dentro, che non pensavo di avere, e che Andrea, il mio gemello di blog, ha catturato.
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E' un po' un cambio di vita, perchè mi ero molto affezionata a quella che mi scattò Giovy quasi due anni fa a Matera.
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Ma è giunto il momento di fare vedere gli occhi :)
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Grazie Andrea!
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Paraolimpiadi 2010

Si sono chiuse ieri, con ori, argenti e bronzi.
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Ma non è questo quello che conta: innanzitutto un grazie a Sky, che mai sono stata felice di pagare l'abbonamento come in questi giorni che hanno dato una copertura totale delle Paraolimpiadi; mai si era visto "tutto". E, ad essere onesti, su Rai e Mediaset non si è visto ancora quasi nulla...
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Era l'appuntamento della sera, sul divano, dopo cena: vedere i nostri ragazzi, gente tosta, gente che davanti a un handicap non si vergogna ma si rimbocca le maniche e ce la mette tutta per portare onore alla nostra Italia, la nostra bandiera.
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E se è vero che non ho praticamente seguito le Olimpiadi invernali, non mi sono persa quasi nulla delle Paraolimpiadi, perchè lo spirito dello sport bucava il video, questi ragazzi sorridenti, ciechi o senza arti che si fiondavano giù a 90 km/h dalle discese, che spingevano su salite impossibili il loro seggiolino nel fondo, su quei seggiolini a darsele di santa ragione nell'hockey, questi ragazzi erano "belli", sono belli.
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Queste persone non trasmettono la fatica, l'unica cosa che si può sentire da loro, l'unica sensazione è l'entusiasmo, il vero segreto della vita.
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E ora che è finita, mi mancheranno ...
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ComoBlog by Gaspar

Graziea a Gaspar ci potete vedere anche in video!

domenica 21 marzo 2010

Primavera, ComoBlog e polenta


Perchè, anche se fuori c'è ancora la neve, una nuvola avvolge Brunate, e ci sono 7 gradi, quando ci si trova è sempre primavera.
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Grazie a tutti :)

sabato 20 marzo 2010

Pensieri

Aveva un'aria stanchissima, più stanca che triste; ho pensato: è così che si esprime la sofferenza sui visi buoni.
Non si manifesta, appare solo una grande stanchezza.
Chissà se anch'io ho l'aria stanca.
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Ultimo pensiero profondo, di Paloma
L'eleganza del riccio
Muriel Barbey
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venerdì 19 marzo 2010

PolentaBlog di Primavera

Ci si trova domenica 21 marzo 2010, ore 13.00 alla Baita Carla di Brunate, per stare un po' insieme, dopo un sacco di tempo, con gli amici del Comoblog.
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E pazienza se per arrivare dovremo tirare fuori l'arca dal garage, non saranno due gocce d'acqua a fermarci :)
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lunedì 8 marzo 2010

Il "mio" 8 marzo

(8 marzo 1989)
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21 anni di ufficio, di lavoro in proprio, di sacrifici e anche di soddisfazioni.
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Oggi lo festeggio lavorando da casa, dopo una settimana di influenza che mi ha "ridotta" uno straccio, eppure sono contenta, perchè partire con una piccola attività proprio l'"8 marzo" è stato un piccolo "valore aggiunto" che ho sentito crescere nel tempo.
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Perchè per me, l'8 marzo è davvero, ogni anno che passa, sempre un po' più speciale ....
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domenica 7 marzo 2010

Nato a San Fermo della Battaglia ... (ex Como)

Ora, io non vorrei metterla sul "campanilsmo", ma questa notizia mi lascia un po' di amaro in bocca.
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Certo, le norme sono quelle, e lo sono fin da quando è stata scelta la zona per edificare il nuovo Ospedale, però la sostanza non cambia: i nuovi bimbi che nasceranno nel "nuovo" Ospedale Sant'Anna non saranno più registrati come nati a Como, ma come nati a San Fermo della Battaglia, provincia di Como.
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E' un fatto affettivo, però mi sembra come se l'Ospedale di Como non fosse più "di Como", ma di San Fermo, come se identificare il luogo di nascita dei propri concittadini riconoscesse implicitamente una identità diversa a quel luogo.
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Leggo che se prima si pensava ad un "escamotage", ora si ragiona su come rafforzare l'ufficio anagrafe di un comune che è ovviamente sottodimensionato per il carico di lavoro che lo aspetta (non solo nascite, anche morti).
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Ma in tutto questo leggo la mia enorme nostalgia, leggo il trovarsi davanti a un fatto compiuto senza che lo si sia spiegato prima, che non cambiava nulla, però lo si sapeva e forse qualcosa si poteva anche fare.
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Leggo una ulteriore perdita di identità della mia città, che ora potrà contare solo sulle nascite dell'Ospedale Valduce, che, volerlo o meno, ora resta davvero l'unico "Ospedale di Como".
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sabato 27 febbraio 2010

Termini Imerese, una fiaccola simbolica


Ho visto Termini Imerese due volte, e sempre dall'autostrada.
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E per due volte l'unica domanda che mi sono fatta è stata: "ma come fanno qua se gli chiudono la Fiat?". Un territorio così industrializzato impiegherà cento anni per essere davvero riconvertito, che non basta buttare giù muri per far diventare una zona turistica, occorre creare infrastrutture, risanare il suolo e, soprattutto, fare arrivare le persone.
E seguo la vicenda da lontano, e mi sono venuti i brividi nel vedere gli operai a Sanremo, che non c'entravano nulla, ma si sono presentati sul palco con la disperazione di chi non ha più nulla da perdere.
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E so che oggi, tardo pomeriggio, ci sarà una manifestazione, una fiaccolata, per la sopravvivenza di questa zona e delle famiglie che vivono con il lavoro che produce.
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E questo post vuole essere la mia fiaccola simbolica di solidarietà ...
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Volo


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Fisso la notte con gli occhi aperti
spalancati nel buio.
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Una parentesi nella mente
e l'anima scoppia nel cuore.
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Apro le braccia, nel vuoto.
E, finalmente, volo.
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(foto by palmasco)
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mercoledì 24 febbraio 2010

Lavoratori della fabbrica del cioccolato

Mi raccontavano tempo fa una storia che non so se sia vera, certo è verosimile.
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Mi dicevano che ai nuovi assunti in una fabbrica di cioccolatini veniva concesso di mangiare tutti i cioccolatini che volevano, senza farsi problemi, perchè non si sentissero di doverli "rubare" dalle linee di produzione.
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Pare che dopo un paio di settimane di lavoro, la "voglia di cioccolato" passasse, lasciando quei lavoratori con la mente sgombra di necessità di cioccolato, e questo senza divieti ne' costrizioni.
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Pensavo in questi giorni a facebook, al mio facebook cioè ai miei contatti e al nostro modo di utilizzare questo strumento, e mi sentivo tanto un "lavoratore della fabbrica del cioccolato" che avesse passato il periodo dei quindici giorni.
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E ho come la sensazione che a tanti miei amici/contatti stia succedendo la stessa cosa.
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venerdì 19 febbraio 2010

Nuova mini blogger di Comoblog

Durante un incontro tra blogger comaschi mi è stato detto "anche tua figlia dovrebbe avere un blog". Così ci ho meditato e mi sono detta .... perchè no? Intanto pubblicherò post di ricette per bimbi, idee creative e quanto altro mi capiterà in questa meravigliosa avventura. Poi quando Sophie sarà grande questo spazio sarà tutto suo.
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E' solo copiato da Ecco Sophie, il blog di mamma Denise e Sophie, dedicato all'alimentazione dei più piccoli.
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Sei mitica Denise :)
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giovedì 18 febbraio 2010

La sera (Morgan)


Guarda la sera

scende sicura

apre la notte futura e

non infonderà paure

anzi ci invita a nuove avventure

e fin che resteremo insieme non morirò

e del tormento allora ci faremo un canto

tutto il tempo che resta,

ogni sera la nostra festa

e il vento come orchestra

mentre un raggio di luna rifrange

sulla pioggia che piange tu volteggi come un’onda

così volubile e profonda, stasera

l’atmosfera profuma d’incenso.

quando ormai mi credevo disperso

con stupore immenso

tutto ritorna per me ad avere un senso...

(Morgan)

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domenica 14 febbraio 2010

In una nuvola rosa, a mani aperte

Post n°960 pubblicato il 13 Febbraio 2010 da mammapasticcio

Oggi mi sposo. Ed è l'una passata di questa notte che si preannuncia cortissima.

Ho passato tutta la giornata di corsa. Sono essenzialmente stanca. Non nervosa, non agitata. Vorrei solo far durare questi giorni all'infinito. Nonostante, o forse anche, la neve che stamattina ha reso irriconoscibile la città.

Davvero grazie a chi mi ha pensato,a chi è passato da queste parti, a chi ha mandato un sms, a chi ha fatto arrivare i miei fiori preferiti anche se è il giorno prima di san Valentino e a chi ha attraversato l'Italia per esserci. Tra poche ore è il nostro giorno e sarà come l'ho voluto. Tra l'altro non capita tutti i giorni di avere come autista un ispettore svizzero doc!

Oggi, tra poche ore, mi sposo.

Ti ho seguita passo passo, sul tuo blog, mentre raccontavi l'emozionate avventura del tuo matrimonio.

Questo posto che ti ho "rubato" mi ha messo i brividi e l'ho usato come mio personale biglietto di auguri.

Benvenuta nella squadra ammogliate :)

Correspondences

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La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiars.
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Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.
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Il est des parfums frais comme des chairs d'enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
- Et d'autres, corrompus, riches et triomphants,
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Ayant l'expansion des choses infinies,
Comme l'ambre, le musc, le benjoin et l'encens,
Qui chantent les transports de l'esprit et des sens.
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Charles Baudelaire
Les Fleurs du Mal, 1857
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Commento: oggi ho scoperto questa poesia, e me ne sono perdutamente innamorata ...
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Le perfezioni provvisorie

"Un pensiero assurdo che però ne mise in moto altri, inclusa l'idea di lasciar perdere tutto. Per qualche minuto, anzi, mi parve di averlo proprio deciso, di lasciar perdere tutto, e per quei minuti provai un senso di totale padronanza, di equilibrio instabile e perfetto. Il senso di perfezione che hanno solo le cose provvisorie e destinate a finire presto."
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Gianrico Carofiglio, Le perfezioni provvisorie - Sellerio editore Palermo
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venerdì 12 febbraio 2010

Notte

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Cerco le carezze della notte
nella luce che sfugge alle finestre.
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La tenerezza nel buio,
in una vita che si nasconde
tra le ombre.
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Cerco sollievo nel silenzio
fino a che il sonno
non avrà pietà di me ...
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(foto di palmasco)
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giovedì 11 febbraio 2010

I luoghi dell'orrore

Mi chiedo come reagiscano i luoghi all'orrore.
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L'omicidio di G. Brambilla avvenuto per mano di A. Arrighi a Como ha lasciato raccapriccio, e in città se ne parla ancora, e parecchio.
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E' tutto un susseguirsi di voci, notizie, testimonianze di chi conosceva uno, o di chi conosceva l'altro, o di chi conosceva tutti e due.
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Como, Senna Comasco, come luoghi dell'orrore.
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Non sto a ripetere cosa sia successo, è così orribile che, per chi non lo conoscesse può andare a recuperarlo nei link che rimandano alla Provincia di Como.
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Ma mi chiedo come si possa "sopravvivere" e ripercorrere quei luoghi senza provare un senso di disgusto, come si potrà ricominciare a calpestare quel luogo che è stato testimone di tanto orrore.
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Quanta della nostra memoria è legata a quel pezzo di terra, a quelle quattro mura. Per me sarà impossibile, per non so quanto tempo, passare davanti a quella pizzeria e non pensare a cosa ci stavano facendo, o passare davanti a quel negozio e non immaginare l'arma che spara.
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Sono luoghi che si conoscono, luoghi pubblici.
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Quanto tempo dovrà passare perchè quei luoghi possano sopravvivere all'orrore?
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sabato 6 febbraio 2010

Abitare il continente digitale - Il blog di Chiara Giaccardi

Conosco Chiara da oltre un anno, ci siamo conosciute in Fondazione, a Como.
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Non glielo ho mai detto, ma adoro stare ad ascoltarla quando "racconta" la vita, quando spiega concetti che la mia mente non ha mai nemmeno contemplato.
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Ed ora apre un blog, tutto suo.
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Si chiama "L'era dei testimoni - Abitare il continente digitale".
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Ve lo segnalo. Perchè, senza averlo ancora letto, so già che merita.
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domenica 31 gennaio 2010

La storia del soldato e della principessa


Quanto è vera, e quanta poesia ...

Mi è molto piaciuto questo pezzo del film "Nuovo Cinema Paradiso", perchè mi sono vista in quel soldato, che aspetta, più per se stesso che non per gli altri, perchè forse ne ha bisogno lui.

E, all'ultimo, capisce che certe persone non ci meritano, perchè se una persona ti vuole bene, non sopporta di vederti "novantanove giorni", ad aspettarla, a sfinirti, a distruggerti quasi ...

Quella persona no, non ti merita.

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mercoledì 27 gennaio 2010

Giornata della memoria

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”Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere fra una ventina d’anni quando tutti i testimoni saranno spariti. Allora i falsari avranno via libera, potranno affermare o negare qualsiasi cosa.” Primo Levi
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lunedì 25 gennaio 2010

Firma il casco del Perotti

Domani, il mio gemello di blog, il Perotti, gareggia alle Olimpiadi (quelle dei Master, ovvio!).
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Mi sarebbe piaciuto organizzare un Comoblog nel quale firmare tutti il casco che avrebbe indossato domani. Ma un po' troppo lavoro, in questo periodo, me lo ha impedito.
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Però glielo metto qua, il suo casco, e aspetto che qualcuno lo firmi insieme a me, per sostenerlo, anche se è una firma 2.0, ma vale, perchè, quando non si può fare diversamente, è il pensiero che conta.
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Forza Andrea!
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195 motivi per andare al KublaiCamp


KUBLAICAMP 2010

PRESENTE

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Sicily, 2010




Una terra sia pur non natale,

ma da ricordarsela per sempre ...

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domenica 17 gennaio 2010

Fondazione Francesca Rava Onlus ad Haiti

In tanti si stanno muovendo in questi giorni, per dare aiuto, come si può, ad una popolazione colpita da una delle peggiori catastrofi che si conoscano.
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E anch'io mi sono guardata in giro, per vedere cosa c'è.
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Ho trovato loro: la Fondazione Francesca Rava Onlus. Sul loro sito ci sono tutte le info per dare il contributo, banca, posta, carta di credito e paypal, insomma, tutto (e sono anche in facebook).
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Il perchè? Di sicuro tutte le raccolte sono meritevoli, ma loro mi hanno colpito. Sono sul posto, da anni, conoscono la realtà, quello che raccolgono viene immediatamente convertito in aiuti; sono trasparenti, il loro sito dice molto della loro attività, anche da un punto di vista amministrativo, hanno aperto un blog, dove, se si riesce a superare la commozione e i brividi, si può leggere quello che stanno facendo, giorno per giorno ...
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Li ho visti in tv, in questi giorni, lavorano già, da ora, come dei matti.
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Insomma, nel mio piccolo, ho deciso che la mia goccia la butto in quel mare lì ...
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Amicizia

A volte guardi un albero, una pianta, un fiore e non pensi mai che sotto ce n'è un'altra uguale che assolve un compito molto duro: tenere insieme quella bellezza, darle forza, tenerla dritta. E' la pianta fatta dalle radici.
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Non ha nulla da mostrare ma senza di essa quella bellezza mancherebbe.
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Così le cose che passano piano piano, con il crescere dell'affetto entrano dentro di noi e radicano a loro volta quella firmitas, quella fermezza fatta di robustezza, possenza, che difficilmente viene colpita e che sola permette quella che i latini chiamano la venustas, la bellezza.
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E' ben protetta, qualsiasi cosa accada, quella parte resta sempre. Le radici. E nessun colpo di vento può portarle via.
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(una Persona che passava di qua e mi ha lasciato questo pensiero)
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sabato 16 gennaio 2010

Due avatar parlano tra loro ...

Grazie a Opensourceobscure, ho trovato questo fantastico video, con sottotitoli in italiano, tra due avatar che parlano della nostra real life.
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E mi è così piaciuto che lo "rubo" e lo metto qua:
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Perchè, delle volte, uno è così convinto che sta nella dimensione giusta, da non voler nemmeno provarne una differente ....

lunedì 11 gennaio 2010

Nuovi politici comaschi su Facebook

Prima Gianluca Rinaldin (iscritto il 4 gennaio 2010) poi Luca Gaffuri (che si è iscritto ieri), solo per dire due nomi, che non sono due nomi qualsiasi, ma quelli dei nostri due attuali consiglieri regionali in carica.
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Pare proprio che le elezioni regionali siano alle porte, e anche il 2.0 può diventare "terra di conquista" per gli elettori. D'altra parte, se ce l'ha fatta Obama, perchè non provarci?
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E forse sarà anche così, non so. Mi auguro solo che usare facebook non sia una scorciatoia, un posto solo per salutare e ringraziare e risparmiare sui volantini elettorali, ma che sia soprattutto un luogo di scambio di opinioni, dove pubblicare il programma elettorale e ragionare, dove "farsi conoscere" prima come persone che come politici.
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E già che ci siete, e che siete proprio niubbini, e si vede, vi do un suggerimento: registratevi la pagina con il nome, come abbiamo fatto noi tutti, qualche mese fa, che sarete più facilmente riconoscibili e per linkarvi almeno non servirà una fila interminabile di lettere; chattate la sera con tutti quelli a cui avete dato l'amicizia che vi contattano; rispondete ai messaggi della posta, insomma, vivetelo questo mondo ...
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mercoledì 6 gennaio 2010

Imparafacile, il 2009 in Second Life



Imparafacile è una bella realtà di Second Life. Mi piace seguire le iniziative, in world e sul ning.

E questo è un piccolo video realizzato per ricordare un anno di eventi e di persone con le attività del 2009 (e guardate bene che ci sono anch'io!! :)

Nel ning c'è anche il programma aggiornato: se volete dare un occhio non resta che passare dall'isoletta.

lunedì 4 gennaio 2010

Costa del Sol, Inverno 2010


e domani si torna ...

Main Road in Gibilterra

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L'altro giorno ero seduta al tavolino di un pub nella Main Road di Gibilterra, guardavo passare le persone.
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C'era un uomo, che suonava la chitarra e l'armonica, su una panchina, e aveva un cestino davanti per le offerte.
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Era vecchio, ed era meraviglioso.
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Quando è calato il sole, ha preso la sua armonica, l'ha messa via, ha raccolto i suoi spiccioli, ha legato la chitarra sulla schiena con una corda e si è incamminato lungo la via ...
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Amicizia (alla prova della quotidianità)

C'è un momento, in tutti i rapporti con altre persone, di qualsiasi tipo, in cui la fase di primo "innamoramento" lascia il posto alla quotidianità.
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E' bello scoprire nuove persone, scoprire il loro modo di pensare, di rapportarsi a noi, il modo in cui condividiamo idee, sensazioni e in cui, piano piano, nasce una possibile amicizia.
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Ma poi arriva il momento del quotidiano, quello in cui non tanto si getta la propria maschera, ma in cui si vede cosa c'è sotto la maschera dell'altro, momento che magari coincide con quello in cui l'altra persona sta sbirciando sotto la nostra.
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Il momento in cui sembra non ci sia più nulla da scoprire, perchè si (pensa) di capire tutto dell'altra persona, in cui si sa già quali sono i pregi, ma anche i difetti, in cui pensiamo di aver finito di "indovinare".
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E diventa un momento importante, quello in cui si comincia a costruire la voglia di continuare, ma è difficile, soprattutto con le distanze; soprattutto quando con un click si ha la possibilità di escludere quella persona da ogni contatto.
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E, spesso, quasi senza accorgersi, quelle distanze che si erano colmate alla velocità della luce nel momento di conoscersi, ricominciano ad allargarsi, ma in modo impercettibile, fino a diventare incolmabili.
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Capita, spesso, con le amicizie della porta accanto, con le persone che frequentiamo fisicamente nel nostro ambito, ma capita molto ma molto più spesso con le "amicizie" in rete, o almeno questa è la mia sensazione.
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Euforia iniziale, si fanno migliaia di chilometri su e giù per l'Italia per conoscersi, "toccarsi", parlarsi di persona per un mese, qualche mese ... ma poi magari non ci si sente più, senza nemmeno capire come si sia arrivati a non sapere più nulla uno dell'altro.
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Tanti strumenti che si usano, e parlo di facebook, friendfeed, anche i blog, forse ci fanno pensare di potere avere più rapporti di quelli che ci potremmo permettere di avere se non ci fossero. Certe volte leggere facebook può portare a pensare di "sapere" cosa fa una persona, anche se bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che davvero non se ne capisce mai nulla.
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Ma il tempo che si dedica ad una amicizia, e mi riferisco al tempo mentale, non si ferma alla chattata, o al commento su un post, o alla risposta a un twitt, solo per fare un esempio: essere amico comporta ascolto, comporta che quell'ascolto deve entrarti dentro, comporta che non devi chiedere a un amico come mai è giù di morale se te l'ha detto solo il giorno prima.
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Una amicizia parla tante lingue, quella della voce, quella della parola scritta, quella delle mail e degli sms, ma chiede un filo diretto tra la nostra mente e quella della persona che consideriamo amica.
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E quello che sto davvero cominciando a comprendere è che il numero di fili che si possono attaccare ad ogni singola mente, indipendentemente da quanto lo si desideri, non può aumentare moltiplicando per 2.0...
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