domenica 9 agosto 2009

La percezione degli altri 2.0

Mi sta capitando, sempre più spesso negli ultimi tempi, di ragionare, rispetto al blog, sull'incrocio tra come vedo gli altri e come gli altri vedono me.
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Ogni tanto, non spesso, capita che qualcuno mi dica che mi segue sul blog, e dicendomelo indaga il mio sguardo, cerca qualcosa nei miei occhi per capire se avevo intuito che quella persona mi seguiva.
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Ho la presunzione si conoscere parecchie delle persone che mi seguono, qualcuno perchè mi commenta (sul blog o via mail), qualcuno perchè me lo scrive o me lo dice quando mi incontra.
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Anch'io da parte mia seguo parecchi blog, parecchie persone che scrivono in rete.
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E mi accorgo che la mia conoscenza di quelle persone è profonda: so cosa provano, dove vanno, cosa cercano, i momenti si e i momenti no. E poi mi accorgo, magari, che quelle persone manco sanno chi sono, o non sanno pressochè nulla di me. Me ne accorgo quando le incontro, faccia a faccia, e le guardo.
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Non ne faccio una colpa a nessuno, sia inteso, ne faccio solo una constatazione.
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In un rapporto di vita reale (rl) questo è difficile che accada: si sta insieme per un certo periodo di tempo, ci si parla, di solito si fa a metà con i tempi o comunque con l'esigenza del momento, anche se ci si scrive via chat, è comunque un rapporto "alla pari", o, per lo meno, se non è alla pari almeno lo si sa.
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Nel rapporto 2.0 non è così: io sono sicura di trascurare persone che "mi vogliono bene", che mi seguono con affetto nelle cose che scrivo, nelle mie giornate e anche nelle mie paturnie quando mi sfogo con i post taggati "il mio mondo", che ai più devono sembrare incomprensibili. Ne sono sicura perchè non ho la possibilità di parlare, di dialogare con tutti, perchè delle volte, senza volerlo, non vedersi in faccia impedisce di accorgersi del lampo che passa negli occhi di chi ci parla.
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E di quale amicizia preziosa rischiamo di privarci.
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So che non c'è soluzione, chi mi legge, a meno che non mi scriva, continuerà ad essere una preziosa e silenziosa presenza per il mio blog, e soprattuto per me.
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E lo stesso discorso, invertito, vale per me, quando leggo e commento blog di altri e magari non ho risposte, o non ottengo l'attenzione che do.
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Fa parte di questo mondo, è un aspetto che all'inizio non avevo considerato, ma che, più passa il tempo, e più mi infastidisce, innanzitutto per me verso gli altri, ma anche per l'effetto di ritorno.
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E non posso farci nulla, se non dedicare questo post a queste persone speciali, che non vedo, non conosco, ma che ci sono ...
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9 commenti:

ninna_r ha detto...

Bellissimo post. ;)

Anonimo ha detto...

capita Elena, d'altronde come lo fai tu lo fanno gli altri. Ma tu lo sai che ci siamo, vero?:) Un abbraccio,
Enrica

siskaceska ha detto...

mah....quello che hai scritto sicuramente capita a molti di noi. ultimamente, però, a me è capitato di rendermi conto che una persona che mi conosce dal vivo da dieci anni mi abbia dimostrato di non aver compreso nulla della mia persona.Certe volte, gli stessi interessi, sono un collante molto più forte di qualsiasi altro. Questo è uno dei "poteri magici della blogosfera"

hermansji ha detto...

Penso che sia una cosa a cui riflettono in parecchi, io, ad esempio, ci ragionavo proprio questi giorni. Così, leggere il tuo post, è stata una specie di conferma. Le risposte che mi sono dato suonano come una sorta di evoluzione dei contatti in rete, chissà se verso contatti di qualità?
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marcogialdi ha detto...

Negli ultimi mesi mi è capitato di frequente di conoscere persone sul web, persone che hanno una vita reale che però non mi apparteiene in alcun modo ma che sento di conoscere quasi nel profondo. Leggendo ciò che scrivono ho imparato molto di loro, delle loro abitudini, del loro modo di pensare e di agire. Poi succede, perchè prima o poi è inevitabile che succeda, che un giorno le conosci nel mondo reale ed allora tutto ciò che pensavi, tutte le sensazioni che hai raccolto mentre leggevi i post i twett ed i thread di ff si materializzano in carne ed ossa come per magia. Beh... raramente la percezione che avevo di queste persone virtuali è stata vanificata dalla realtà.

Ops.. Complimenti per il post.

Ora però non chiedetemi cosa penso di voi, perchè non risponderei :-P

Elena ha detto...

Quello su cui riflettevo è solo una piccola parte dei rapporti che nascono in rete: io ho la fortuna di avere conosciuto persone stupende, con le quali mi sento, che se appena posso vado ad incontrare e ritrovare, con le quali sono nate amicizie che per me sono davvero preziose.Il mio ragionamento riguarda chi non riusciamo a raggiungere, che magari ci osserva, ci conosce meglio di tanti altri, "ci vuole bene", eppure sta in ombra, per tutta una serie di motivi, anche perchè purtroppo, ed è questo che mi rammarica, chi scrive un blog non riesce ad accorgersene. E non per cattiva volontà, non per disinteresse, solo perchè non lo so, forse solo perchè "capita" ...

marcogialdi ha detto...

Ops... :-( avevo frainteso.

Annarita ha detto...

Comprendo perfettamente il tuo sentire perchè mi appartiene.

A me è capitato di esprimere per email ad una persona il mio dubbio circa la sua stima nei miei confronti perchè mentre io frequentavo regolarmente il suo blog non venivo ricambiata nelle visite.

La persona professava stima, ma continuava a non passare dalle mie parti mentre dedicava attenzione ad altre persone magari conosciute in rete successivamente.

Beh! Ci sono rimasta molto male perché sono una che si affeziona veramente. Morale della favola: ho deciso di allontanarmi...per non continuare a starci male. I sentimenti nella blogosfera sono molto forti e realistici.

C'è anche questo cara Elena.

Un abbraccio
annarita

Anonimo ha detto...

Molto profondo il tuo sentire, del resto non c'era dubbio che un animo come il tuo riuscisse anche a percepire ciò.
Steefano